I n i z i a t i v e   d i   t u t e l a

 

Potremmo dire che... le "chiacchiere" e le belle parole, quando si tratta di tutelare la cosiddetta "piccola fauna", stanno a zero! Ovvero: diamoci da fare :) 

In questa sezione del sito vorrei segnalarvi alcune semplici e concrete azioni - in particolare per la protezione degli Anfibi e dei Rettili - da mettere in atto nel territorio: si tratta di micro-iniziative "a costo zero", che ho portato avanti e sto continuando a seguire - anche grazie ad alcuni amici & colleghi - in alcune realtà delle Marche, con risultati più o meno positivi a seconda della situazione e del caso specifico.
Si va dal semplice posizionamento di un cartellino di sensibilizzazione ad iniziative pratiche che potremmo ribattezzare "SOS Erpetofauna" (utili, ad esempio, per trarre in salvo animali caduti in piscine e/o in manufatti-trappole; oppure per attivare meritorie campagne di salvataggio degli Anfibi in migrazione riproduttiva).

Come sempre resto a disposizione per maggiori informazioni e/o consigli :)

 

NB: prima di operare qualsiasi intervento è necessario avere bene in mente, in particolare per gli Anfibi, quanto riportato qui  per quel che concerne gli accorgimenti utili a prevenire danni e/o la diffusione di malattie infettive.
Inoltre, date un'occhiata alle
norme per capire se avete a che fare con specie tutelate per le quali occorre avere - salvo i casi più urgenti e disperati - una formale autorizzazione da parte del Ministero dell'Ambiente (per qualsiasi ulteriore informazione chiedete pure, sarò ben felice di fornire consigli e/o indicazioni di base).

____________________________________________________________________________________________________________________

Iniziative di tutela

Serpenti (...in casa, in auto, sul sentiero): che fare?

28.04.2014 16:26
A tutti, prima o poi, è capitato. Chi abita in campagna, chi cura un orto/giardino, chi va a raccoglier funghi/tartufi o anche chi è solito fare passeggiare in ambienti naturali ne viene facilmente a... contatto (visivo). In primavera, poi, approfittando di una bella giornata di sole anche un...

Operazione... Snake-Rescue

26.05.2014 18:00
In questa storia, per fortuna a lieto fine, non c'è stato bisogno di scomodare agenti segreti né figure targate "007". La scena dell'operazione è il borgo di Comunanza, piccolo comune alle falde dei Monti Sibillini. E' qui che si è svolta, lunedì 26 maggio, l'operazione...

 

Campagna di salvataggio attiva in primavera

<< Anfibi in migrazione: occhio al rospo! >>

 

Con la stagione fredda oramai agli sgoccioli, molti animali si “risvegliano” dalla fase di latenza invernale per andare incontro alla delicata e importante fase riproduttiva. Uscendo dai loro rifugi molti di loro  si scontreranno, purtroppo, con barriere artificiali insormontabili e... quasi sempre mortali: le nostre strade! 

Qualcuno potrebbe esclamare: "vabbè... che importa se muore qualche rospo! Eppoi io... io cosa posso farci?!?". Gli Anfibi, tritoni, rane e rospi in particolare, in questi giorni anche qui nelle Marche (ma il fenomeno può avere picchi diversi in base all'andamento climatico locale) stanno lasciando i quartieri invernali - anfratti, gallerie, ceppaie, pietraie e altri rifugi utili per trascorrere i mesi più freddi - alla ricerca del proprio sito riproduttivo che in genere coincide con quello dove sono nati (caratteristica ecologica ribattezza "filopatria").  

 

Purtroppo in questa fase molte delle rotte di migrazione verso i residui habitat riproduttivi, quali laghi, satagni e fossi, incorciano ostacoli decisamente insuperabili per piccoli vertebrati: strade comunali/provinciali/statali con volume di traffico medio-elevato, sia in ambito extraurbano che rurale, dove si consumano vere e proprie stragi silenziose.  E' così che intere popolazioni di Anfibi, a causa dell'effetto barriera dell'infrastruttura viaria, rischiano nel giro di pochi anni di estinguersi localmente (qui trovate il pdf relativo alla sintesi di un recente lavoro di ricerca centrato sul declino del Rospo comune in Italia; il lavoro esteso, invece, è stato pubblicato nel 2011 su Biological Conservation e lo potete scaricare, come pdf, qui).  

Ma il problema non riguarda "solo" gli anfibi e gli altri piccoli vertebrati investiti: l'asfalto reso viscido dalla presenza di centinaia e più esemplari schiacciati rischia di diventare anche molto pericoloso per gli stessi automobilisti e motociclisti in transito!  

Cosa fare, allora, per cercare di ridurre queste stragi che colpiscono i nostri migliori alleati per la lotta contro insetti "molesti" (zanzare e fitofagi in primis) ? 

A livello personale, qualora disponibili ad attività pratiche in orario serale-notturno, si può partecipare ad una delle campagne di salvataggio-Anfibi che si svolgono in diverse località italiane, Marche comprese (un elenco aggiornato al 2008 lo trovate qui, per informazioni aggiornate chiedete via mail). Si tratta - in poche parole - di passare in modo alternativo qualche ora, magari in buona in compagnia, per spostare manualmente gli anfibi da un lato all'altra della strada evitandogli una fine orribile; sono diverse le associazioni e guardie ecologiche volontarie che ogni anno si attivano per aiutare gli Anfibi e sistemare, nei punti di maggior interesse, barriere anti-attraversamento: circoli locali di Legambiente, sezioni del WWF, gruppi locali di attivisti. Tutti uniti dalla voglia di fare "qualcosa di utile" e mitigare / ridurre l'effetto barriera delle nostre strade.

Per avere, invece, un risultato più duraturo (anche se di difficile raggiungimento), ci si può rivolgere alle pubbliche amministrazioni territorialmente competenti. Come? Si segnalano ad ANAS (strade statali) Provincia (strade provinciali) e Comune, cartina alla mano, i punti dove si registra un cospicuo passaggio di animali. In queste zone se è già presente un fosso o un ponte si può richiedere, nell'ambito degli interventi di manutenzione ordinaria/straordinaria della strada (sono previsti annualmente dei fondi ad hoc), la realizzazione di barriere laterali (es: guard-rail in plastica rigida) che convogliano gli animali verso il passaggio sottostrada si può richiedere l'intervento di Provincia e Comune per la realizzazione futura. Qualora non esistesse alcun punto di passaggio sottostradale, è necessario realizzarne uno (con tempi e costi superiori rispetto alle manutenzioni ordinarie, ma comunque ampiamente fattibili).  

Chi ha poco tempo a disposizione o non se la sente di intervenire "sul campo", invece, può segnalare ai referenti locali che si occupano di queste iniziative di tutela eventuali punti/tratti stradali dove si osservano migrazioni di Anfibi e conseguenti investimenti. E' sufficiente indicare il nome della strada e la progressiva chilometrica interessata dal fenomeno.

Infine, attenzione alle iniziative "fai-da-te" (comunque encomiabili per entusiasmo e buona volontà): senza le dovute attenzioni e precauzioni si rischia di fare poco e male, con conseguenze anche su se stessi dato che si opera lungo sedi stradali trafficate. In tema di salvataggi da leggere questo opuscolo che spiega come fare attenzione per evitare la diffusione di patologie infettive tra gli Anfibi oggetto di tutela.

Per altre informazioni vi segnalo, tra gli altri, questo sito (curato dal fondatore del "Progetto ROSPI", l'erpetologo dr. Vincenzo Ferri), questo bel video divulgativo e questo video informativo. 

E... occhio al rospo, allora! 

_____________________________________________________________________________________________________

 

Sensibilizzazione ecologica

<< L'importanza dei fontanili >>

 

Fontanili e lavatoi rurali, oggi non più utilizzati come in passato, sono diventati ottimi habitat riproduttivi per Anfibi e macroinvertebrati bentonici, spesso gli unici privi di ittiofauna predatrice e/o sostanze inquinanti. 

Per sensibilizzare i "fruitori" occasionali del sito, senza generare eventuali forme di vandalismo tipiche dell'italiota medio, si possono realizzare piccoli cartelli con un testo molto generico per restare su di un filo-conduttore relativo - ad esempio - ad  un vago "monitoraggio della qualità delle acque": meglio non indicare il nome di specie rare presenti nel sito, così da evitare certe curiosità morbose (stimolate già dalla semplice dalla presenza del cartello). Talvolta abbiamo riscontrato che è controproducente scrivere in modo esplicito "Per la tutela della Salamandrina" o "Sito riproduttivo del Tritone crestato", mentre è molto più utile ed efficace la sola indicazione della necessità del deflusso idrico (anche minimo), in particolare nella stagione primaverile estiva, e l'esortazione a mantenere la presenza di alghe e idrofite in una parte del fontanile.  

Il testo e le immagini possono e debbono essere personalizzate, il link al "modello" che vi presento qui sotto vuole essere solamente uno spunto: nel caso specifico, il cartello è stato realizzato per il Parco nazionale dei Monti Sibillini a tutela di un sito riproduttivo di Salamandrina perspicillata.

Per la realizzazione del cartello è sufficiente provvedere alla semplice plastificazione (il formato può essere anche inferiore al classico "A4"), mentre per il posizionamento è necessario coinvolgere le amministrazioni/aziende/privati interessati, così da avere un formale OK: il costo è prossimo allo zero, ma il significato è... notevole, specialmente nei casi dove la riproduzione di specie di grande interesse conservazionistico può essere messa in crisi da una impropria e improvvida "pulizia" del fontanile (ad esempio, il lavaggio con candeggina & co.) o dall'interruzione del deflusso idrico.

NB: potete leggere qualche informazione tecnica in più su  questo documento  cho ho caricato nella sezione "note tecniche" del sito.

 

Testo base cartello tutela fontanili.pdf (104,4 kB)

 

__________________________________________________________________________________________________________________________________

Ecologia quotidiana

<< SOS ANFIBI...in piscina! >>

 

Sembra il titolo di un chissà quale film di retroguardia, in realtà è una semplice iniziativa a costo zero che chiunque può attivare nel proprio territorio: vi terrà occupati per qualche pomeriggio in primavera, quando i nostri anfibi si riproducono e... a volte "sbagliano" sito, prendendo una piscina di un campeggio non ancora riattivata per la stagione turistica quale ottimo stagnetto riproduttivo.

Vale sempre la pena di ricordare le misure minime di tutela degli Anfibi nel caso di cattura temporanea e maneggiamento: oltre ad aver già letto (spero) questo documento, vi consiglio anche di passare qui per saperne di più. E' inoltre fondamentale, prima dell'avvio delle attività di recupero, inviare una richiesta scritta al Ministero dell'Ambiente per avere l'autorizzazione in deroga ai divieti del DPR 357/1997 per la cattura e la traslocazione di specie tutelate dalla Direttiva 92/43/CEE: qui trovate le indicazioni su come fare e il modello standard di richiesta (trattandosi non di un progetto scientifico, ma di un'iniziativa di soccorso basta riportare le finalità dell'inziativa di recupero e le potenziali specie presenti in zona e tutelate negli Allegati II e/o IV della Direttiva citata).

Resto ovviamente a disposizione per qualsiasi informazione e dettaglio :)

 

Progetto_SOS Anfibi.pdf (13,2 kB)

_______________________________________________________________________________________________________

 

Breve intervista al sottoscritto a margine del convegno "La biodiversità ritrovata - Parco nazionale dei Monti Sibillini" (Visso - MC, 2010), dove ho raccontato di due esperienze concrete di tutela degli Anfibi.

www.youtube.com/watch?v=9cibgRO0I8g