Zanzare: inizia la lotta (eco-biologica)!

11.05.2013 11:09

Maggio "...odorano viole: la capinera è tra gli amici, brilla tremulo il sole..." . Citazione pascoliana a parte, in questo mese primaverile le temperature sono in risalita e le belle giornate, spesso anche calde, si alternano a qualche inevitabile giorno uggioso. 

E' in questo periodo che tornano improvvisamente a farsi vedere (e sentire!) i tembilissimi rappresentanti di quella particolare famiglia di insetti di cui - almeno noi esseri umani - faremmo volentieri a meno. Ebbene sì, i ditteri culicidi (leggasi zanzare) iniziano a colpire proprio quando si passa dal giubbetto alla t-shirt, dando l'avvio alle nuove generazioni che molesteranno le nostre serate estive al chiuso... e all'aperto.

"Guerra chimica" a parte (e qui ci sarebbe molto da scrivere, ma sarà per un prossimo articolo: se volete approfondire già adesso, ecco un paio di link utili: andate qui  oppure scaricate questo file di word, tratto da www.infozanzare.info), quali e quante possibilità abbiamo per cercare di vincere qualche battaglia contro questi piccoli insetti? Se ci "armiamo" di pazienza e... con il giusto approccio "tecnico" - che definirei "lotta eco-biologica" avremo la (quasi) certezza di sconfiggere sul campo il nostro avversario, senza peraltro generare vittime innocenti (...usando gli insetticidi, ad esempio)!

Di cosa abbiamo bisogno e che cosa dobbiamo fare?

Serve poco o nulla, circa 5-10 minuti a settimana e... sarà più facile di quanto potete pensare!

In primis, è necessario un controllo generale dei "punti di ristagno dell'acqua" all'esterno della nostra abitazione, per impedire alle zanzare di accedervi. Poi avremo bisogno di alcuni barattolini/contenitori di plastica (tipo "mascarpone", ma va bene anche la base di una bottiglia di plastica: guardate qui), e qualche rametto/bastoncino. Infine... servirà un pizzico di pazienza e una verifica di controllo/manutenzione settimanale per quello che andremo a "costruire": le micidiali ovitrappole acquatiche!

Una piccola precisazione: le indicazioni che vi fornisco sono generali, valide per una situazione "standard" (es: appartamento al pian terreno o casa con balcone/piccolo giardino), poi occorre valutare caso per caso la specificità delle singole situazioni e, in questo, nessuno meglio di voi può capire come integrare le semplicissime operazioni qui descritte. E' comunque necessaria, se abitate in un quartiere o in un condominio, la collaborazione di tutti (o della maggior parte) dei vicini/condomini. Anzi, potrebbe essere l'occasione o lo spunto per una riunione informativa sul tema (se avete bisogno contattatemi!).

 

Fase 1 - Controllo generale dei "punti di ristagno dell'acqua"

Le zanzare si riproducono deponendo le uova in ambienti acquatici, dalla piccola pozza al sottovaso: nasceranno delle larve il cui sviluppo dipende dalle condizioni ambientali (temperatura, soleggiamento, ecc.) e, in genere, si completa in 5-10 giorni. 

Controllate, dunque, in quali contenitori (vaschette, sottovasi, tombini, plastiche varie, ecc.) può ristagnare l'acqua all'esterno della vs. abitazione estendendo l'osservazione in un raggio di almeno 100 metri, coinvolgendo vicini di casa e dirimpettai (mai come in questo caso l'unione fa la forza: è l'occasione per stringere patti di collaborazione insperati con persone... mai salutate fino ad ora!).

Eliminate definitivamente questi ristagni o copriteli con dei coperchi o con una rete a maglie finissime (anche removibile, tipo zanzariera), in modo che le zanzare non abbiano più accesso a zone idonee alla deposizione delle uova. Nel caso di tombini o altre strutture di difficile intervento è necessario valutare una modalità alternativa (al limite, in questi casi si può ricorrere alla lotta biologica: vedere più sotto). 

NB: La presenza di fossetti, laghetti, fiumi ecc. non incide più di tanto, dato che negli ecosistemi d'acqua dolce (non inquinati o degradati dall'uomo, ovviamente) c'è un buon equilibrio tra prede e predatori (coleotteri acquatici, libellule, anfibi, pipistrelli, ecc.). In più considerate che oggi le zanzare colpevoli dei maggiori prelievi forzati di sangue appartengono alla specie alloctona Aedes albopictus (Zanzara tigre), giunta in Italia da una decina d'anni: questa specie evita ambienti "naturali" per deporre le uova, prediligendo i siti occasionali e sinantropici (quelli, cioè, che sono creati inavvertitamente dall'uomo in prossimità delle abitazioni).  

 

Fase 2 - Allestimento "ovitrappole acquatiche"

Collocate in più punti delle vs. pertinenze esterne le ovitrappole formate dal contenitore/vaschetta colma d'acqua, all'interno del quale avrete inserito un bastoncino/rametto. Tale supporto permette alla zanzara di fermarsi e deporre le uova con maggiore facilità.

Potete posizionare queste ovitrappole in zona ombreggiata e/o assolata, vicina a siepi, vasi, scale, ecc.: cercate di avvicinarvi il più possibile ai siti che avete coperto o reso indisponibili, in modo che le zanzare (già abituate a deporre le uova in quella zona) possano "fidelizzarsi" subito con il nuovo "microhabitat".

Più contenitori realizzate e maggiore è la loro diversificazione (posizione nel giardino/balcone/ingresso/scalinata), meglio è. Avrete così modo di valutare quali siti riproduttivi saranno i preferiti dalle "vostre" zanzare, affinando nel tempo la tecnica.

 

Fase 3 - Svuotamento "ovitrappole" e nuovo allestimento

Ogni settimana controllate le ovitrappole (noterete, probabilmente, la presenza di piccole larvette come queste) e svuotatele: fate molta attenzione a dove svuotate il contenitore! Se fate cadere l'acqua (...e le larve) in un tombino o sul prato, è probabile che alcune delle eventuali larvette presenti riescano a completare la metamorfosi! Ergo, svuotate le ovitrappole su asfalto/cemento/terreno asciutto. OK? In questo modo abbiamo distrutto, in modo del tutto ecologico, un'intera generazione di nuove zanzare, risparmiandoci decine di punture :)

Una volta svuotata, l'ovitrappola è pronta per essere ri-allestita (acqua & rametto/bastoncino) e ri-collocata nello stesso punto.

 

NB: se per qualche motivo non sarete presenti per un tempo superiore ai 5-7 giorni, svuotate le ovitrappole e mettetele da parte (al coperto). Al vostro ritorno ri-approntate le trappole.

 

Oltre a queste azioni possiamo "potenziare" la nostra lotta eco-biologica, da un lato incentivando la presenza di predatori naturali e dall'altro realizzando altre tipologie di trappole (come quelle a CO2, anche autoprodotte per risparmiare soldi e materiali). Qualche esempio pratico:

- bat-box per pipistrelli;

- stagno per anfibi (qui trovate un bell'esempio, ma per un qualcosa di più semplice trovate dei laghetti presagomati in plastica facili da sistemare), per favorire nel contempo la presenza di insetti acquatici e larve di anfibi quali preziosi alleati nella lotta al controllo delle zanzare.

Per chi ha già uno stagno/laghetto: NON andate in giro a raccogliere animali, perchè la cattura è vietata! Se è stato realizzato ad arte, le specie "utili" arriveranno da sole. Se avete introdotto pesci rossi e gambusie è un problema, perchè si tratta di specie alloctone "pubblicizzate" quale rimedio per le zanzare ma che, alla resa dei conti, hanno uno scarso o nullo effetto su questi insetti molesti e, invece, si comportano da voraci predatori dei nostri "alleati" (anfibi & co.).

 

Altre indicazioni utili, in particolare per chi dovesse ricorrere anche alle tecniche di lotta biologica (ad esempio per i punti di ristagno d'acqua impossibili da coprire/eliminare) le trovare in questo documento tecnico.

Se avete qualche domanda e/o richiesta, resto ovviamente a vs. disposizione!

 

Una chiosa finale: i maggiori successi si ottengono collaborando con i vicini di casa/appartamento/quartiere. Se voi approntate ovitrappole ma il vostro dirimpettaio non controlla sottovasi e ignora i vostri avvisi di collaborazione, i risultati saranno... ridotti.

Non resta che auguravi buona lotta eco-biologica e... occhio alla zanzara ;)

David